25/04/2011
Volevate delle news su Finale? Allora vi accontento. Sono due anni e qualche mese che io e Gianni siamo stati contagiati da questa virulenta malattia del conficcare chiodi e sembra che ancora non sia prevista una pronta guarigione. In questo periodo abbiamo aperto numerosi tiri, quasi tutti di grado 8, ma non disperate, i pochi 7 che abbiamo aperto portano tutti un grado abbordabile, perché ci è sembrato più logico fare attenzione e stringere sugli 8!
Iniziamo dagli albori. Era dicembre 2008, fra l’alveare e la falesia delle tecchie, nevicava e noi eravamo appesi sulla volta di quella grotta che di lì a poco avrebbe ospitato il primo dei nostri tiri, quello a cui siamo più affezionati, Fuga da Berlino, il grado proposto da Gianni, che lo ha liberato, è 8a+/8b, confermato dalla ripetizione di Matteo Gambaro; il tiro originale parte sulla destra dando le spalle all’ingresso della grotta, mentre la variante “dura” parte sulla sinistra ed è stata recentemente liberata da Alberto Gnerro che l’ha quotata 8b+, grado confermato dalla ripetizione di Matteo Gambaro. Fuori della grotta, a sinistra del muro medievale, abbiamo chiodato Fuoco agli indiani, il tiro, per gentile concessione di Gianni, l’ho liberato io e credo che un grado onesto sia 7b/c.
Alla Pollera, sulla destra dell’accesso, abbiamo chiodato un audace progetto purtroppo rovinato dalle colature di acqua e umido che non sembra possano esaurirsi, pertanto il tiro resta da liberare, sulla sinistra invece non ha resistito ai tentativi di Gianni Per fortuna ci sei tu, 8a+ da confermare perché a parte Gianni nessuno è ancora riuscito a ripeterlo.
Alla parete Dimenticata, fuori dalla grotta dell’edera, abbiamo chiodato Arial 8a+ e Tsunami 8b, entrambi liberati da Gianni, il primo forse conta una ripetizione mentre il secondo è ancora in attesa di essere confermato; sono poi nate due naturali connessioni Ottovolante 8a+, che parte dal 6b a destra per fare tutto l’arco con un bel ingaggio senza pericoli, e Calamity Steve 7c, liberato da Sebastian, con partenza su Arial e uscita sulle Corna non fan peso (attenzione perché l’ingaggio può essere pericoloso).
A Spaventaggi, a sinistra della Superpanza, dove sorge la cava abbandonata, abbiamo chiodato due tiri. Mancorrente è un 7a facile liberato da me, mentre Barbagianni è un 8a+, forse 8b, liberato da Gianni che conta già un paio di ripetizioni fra cui quella di Sebastian.
E veniamo a Monte Cucco. Il settore è quello detto orientale, ovvero il settore a Nord, dove si trova il grottone. Partendo da sinistra abbiamo:
L’arca di Noè, è una prua bianca appena strapiombante che piega in alto a destra su una compatta placca nera, il tiro è ancora da liberare, conta una versione diretta che dovrebbe essere 8c, forse 8c+, e un’uscita di sicurezza sulla destra, che evita l’ultimo chiodo, che è verosimilmente 8b.
La più bella del reame, 8a+ è un muro strapiombante seguito da una tecnica placca bianca, liberato da Gianni e confermato dalle ripetizioni di Matteo Gambaro e Sebastian (fra L’arca e La più bella ci sono alcuni chiodi di un progetto inutile, pericoloso e mai finito, prestare attenzione).
Toccaferro, 7c+. Il tiro, prima in diedro e poi su muro appena strapiombante, è stato liberato da me e poi ripetuto da Gianni seguendo una sequenza molto difficile che ci faceva valutare la via 8a, successivamente è stata trovata una sequenza più facile, facciano però attenzione gli scalatori sotto il metro e ottanta perché la facilitazione è valida solo per i più lunghi!
Esiste una connessione naturale molto interessante, che prevede di scalare tutta La più bella del reame sino alla penultima protezione compresa, per spostarsi poi all’ultima protezione di Toccaferro e qui uscire per il difficile blocco finale; il nome è The wall, 8b di gran continuità, per il momento ripetuto solo da Gianni.
Block Trotter, 8b parte su un tetto obliquo che finisce sulla cengia (volendo si può finire la lunghezza alla catena sulla destra e il tiro è Gelato al cioccolato, 8a liberato da Sebastian) per poi continuare su un perfetto muro strapiombante, il tiro è stato liberato e per il momento ripetuto solo da Gianni.
Robin Hood, 8b+ parte sull’arco sinistro della grotta e presenta un blocco molto duro seguito da un bel viaggio di continuità molto più facile, il tiro è stato liberato e per il momento ripetuto solo da Gianni.
Cucco al massimo è una lunghezza completa, parte con una sequenza difficile su spigolo strapiombante, prosegue con una parte di continuità, presenta un blocco difficile su piccole prese in strapiombo, per finire con una difficile placca aleatoria. Il tiro non è stato ancora ripetuto e la difficoltà si aggira sul 8c/8c+.
Cucco in alto, 8b parte in comune con la via precedente per poi proseguire dritta su un muro bianco appena strapiombante, il tiro è stato liberato e per il momento ripetuto solo da Gianni.
Dalla catena di Cucco in alto parte una corda fissa che in pochi metri giunge ad una cengia alberata da cui partono due tiri.
Climbing queen, 7b+ il tiro è una breve ed intensa sequenza su muro appena strapiombante a biditi dolorosi e tacche, il tiro è stato liberato da me e ripetuto solo da Sebastian.
Lecca lecca è una lunghezza spettacolare, prima su muro appena strapiombante e poi su placca nera compattissima. Il tiro non è stato ancora ripetuto e la difficoltà si aggira sul 8b/8b+.
A destra della grotta, all’imboccatura dello stretto sentiero di accesso a Vienna, in prossimità di una vecchia targa di legno parte una lunghezza in fessura di 5c che conduce in una decina di metri ad una cengia da cui parte un tiro in parte chiodato da Luca Lenti e da noi finito:
Io sono pronto, 8a+ è un muro verticale su piccole prese con un blocco di aderenza molto duro in cima, il tiro è stato liberato e per il momento ripetuto solo da me.
Dalla catena di Io sono pronto partono tre lunghezze, da sinistra:
L’età della ragione, 8a è sicuramente uno dei tiri più belli di Finale, è una placca infinita su prese abbastanza nette, dopo un riposo una difficile sequenza su monoditi risolve la lunghezza. Il tiro è stato liberato da me e ripetuto da Sebastian.
Tiro al canestro è una lunghezza caratterizzata da un lungo blocco finale molto, molto obbligatorio con sotto … un bel buco! Chissà come mai il tiro non è stato ancora liberato nonostante la difficoltà si aggiri sul 7c+.
Il Verdon può attendere chiude, ma solo per il momento, le lunghezze chiodate a Monte Cucco e lo fa con grande stile, col suo muro perfetto chiodato obbligatorio in tutti i passaggi e con un ingaggio serio (10 metri?!), ma facile, per andare in catena e con la sua difficoltà continua che lo porta intorno al 8a+, anche se tutto è ancora da vedere, nessuno ha infatti concatenato la lunghezza.
L’elenco di novità si chiude con la menzione di un tiretto da me chiodato sotto la neve dell’appena trascorso gennaio 2011 a Lacremà. La lunghezza è posta tra Alzati e cammina e Il topo e l’elefante e termina alla cengia. Ila va veloce è fatta di quattro resinati su uno strapiombante muro grigio, da risolvere con strategie tipiche del blocco, per un breve ed esplosivo tiro dalle parti del 8b, provare per credere!
Il pdf del disegno con gradi è scaricabile QUI.
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